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Anonimo
Cangrande della Scala
Forse
non vi è, nell'arte gotica, un'opera di pari vivacità: la geniale
trovata del grande cimiero sbandierato alle spalle del cavaliere, la
mobilità del viso, affacciantesi, con un sorriso tra ingenuo e
beffardo, alla fenditura della celata, fanno di questo monumento
equestre una delle più avvincenti affermazioni dello spirito nordico,
cavalleresco eppur rudemente realistico, feudale e popolaresco.
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