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Serpotta Giacomo
La Pace
La raffinata fantasia
del Serpotta si espresse con compiuta coerenza nei gremiti oratori della
sua cittą: quello del Rosario in Santa Cita, quello di San Lorenzo
annesso alla chiesa di San Francesco e un altro del Rosario accanto alla
chiesa di San Domenico. Si tratta di ambienti dall'architettura
elementare, dalle membrature semplici e lineari. Ma lo scultore ne
riveste le pareti con un vero manto di stucco, gremito di figurazioni,
simboliche e narrative, che tutte insieme formano un unico organismo
plastico, una grande coltre in cui la luce segna morbidezze seriche e
fitte pieghe d'ombra, in una fluttuante irrealtą. In questo contesto le
allegorie delle Virtł segnano le cesure pił lunghe, le note piene
(soprattutto in San Domenico, dove sono collocate in nicchie sonorizzate
dall'oro), e una miriade di puttini vi tessono intorno un pizzicato
sottilmente raffinato.
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