|
Romanelli Romano
Ritratto
Purtroppo non erano
molti gli artisti che come Martini ricercavano, comunque sia, un modulo
per superare il morbido decadentismo della cultura tardo ottocentesca.
Risultando inimitabile la personalissima poetica rossiana, veniva
nuovamente riproposto con brutale necessità il problema della
riconquista di una forma ideale in cui il vero trovasse una
giustificazione meno contingente di quanto non lo fosse nel naturalismo
sia d'origine bartoliniana che gemitiana. Diligenti statuari, Andreotti
e Romanelli in testa, tentavano allora, e poi per troppo lunghi anni, la
restaurazione ambigua di un accademico rigore neorinascimentale o
neoellenistico; altri, come Wildt, scelse la via più sofisticata di un
intellettualismo arrovellato, sempre infarcito di astruserie letterarie.
Questa testa del Romanelli è già degli anni del «Novecento», ma dal
tempo in cui aiutava il padre, pure statuario, come lo era stato il
nonno, lo stile dello scultore non presenta soluzioni di continuità.
|
|