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Grandi Giuseppe
Bozzetto per il monumento a Cesare Beccaria
Sintomi di vero
rinnovamento dei modi plastici quali si andavano strascinando
stancamente dagli inizi del secolo, si dovevano avere nell'ambito del
movimento socioletterario-velleitario che passò alle cronache sotto
il nome romantico di «Scapigliatura», avendo a centro ideale la Milano
della potente borghesia proto-industriale. E questo non tanto perché la
nebulosa e incerta poetica del gruppetto di estetizzanti che si
ritrovavano nei caffè potesse fornire i presupposti di un radicale
ripensamento dei modi di far scultura, ma solo perché tra loro si
trovava, quasi casualmente, un modellatore di grandi risorse, che pur
accettando le caratteristiche fondamentali della loro visione della
realtà, che tendeva a inverarsi totalmente in una soluzione pittorica,
intesa quale equivalenza di luce, non rinunciò alle esigenze «costruttive»
della statua, anche in grande, come appunto nel Beccaria
e nel celebre Monumento alle
Cinque Giornate del Quarantotto milanese.
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