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Martini Arturo
Fanciulla verso sera
Ben
presto, però, gli interessi martiniani superavano l'eleganza un po'
decadentistica, eccessivamente estetizzante, delle ricerche degli anni
di Ca' Pesaro e della Secessione romana (1913-15);
lo
scultore
si concentra nel superamento dell'effervescenza pittoresca di una
modellazione di tipo vagamente impressionistico quale allora imperava,
per il recupero di una scultura come organismo autonomamente costruito,
ridotto all'essenza, senza orpelli descrittivi. In una struttura ideale
chiaramente ispirata al Laurana e insieme agli idoli cicladici, Martini
instaura un complesso dialogo con la storia, o meglio con il mito, e con
i risultati fenomenici (non poche sono le analogie con la poetica di
Modigliani); nell'apparente freddezza e purezza geometrica dei volumi e
nella polita nettezza dei piani propone l'espressione di un lirismo
chiuso e sensitivo, raccolto e ombroso.
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