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Marini Marino Cavaliere L'unione
dell'uomo e dell'animale, per vero, è forse una delle più antiche e
più spesso ricorrenti immagini cui la fantasia poetica si sia
applicata. Riprendendo, e tanto assiduamente, Marino faceva nient'altro
che riproporsi, al di fuori d'ogni dispersione illustrativa o aneddotica
quello che è il problema di tutta la sua scultura: bloccare un'immagine
in cui involucro geometrico e consistenza dell'oggetto si saldino in un
cerchio di indefettibili necessità. Nel tema plastico dell'uomo a
cavallo si assommano, in una casistica complessa, potenzialità statiche
(forme orizzontali) e dinamiche (forme verticali). Fra i poli estremi di
un'architettura immota e di una esasperante esagitazione, le soluzioni
di questo antagonismo primordiale possono andare dalla possente
sicurezza del bronzo di Rotterdam, alla panica fisicità del gruppetto
del '47, fino alla tragica imponenza del legno svizzero.
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Marini Marino
Horseman
The union of man and animal is one of the
most ancient recurrent images of poetic fantasy. By so assiduously
taking up the theme, Marini was restating, beyond any suggestion of the
illustrative or anecdotal, the problem that was central to all his
sculpture: to isolate an image in which the eometric surface and the
consistency of the object are joined in a cycle of unfailing necessity.
The sculptural theme of the man on horseback combines in complex
ambiguity both static (horizontal forms) and dynamic (vertical forms)
potentialities. Between the extremes of a motionless architecture and
a mounting sense of excitement, the solutions of this primordial
antagonism
range from powerful security to panic, and finally to the tragic majesty
of this work in Switzerland.
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