Bequeathed by Guido Monzino in 1988
Commissioned by Cardinal Angelo Maria Durini in the late 18th century, Villa del Balbianello stands on the tip of a wooded headland, which juts out from the western shore of Lake Como into the waters just opposite the impressive skyline of Engadina and of the northernmost reaches of Lombardy. Not only does the villa stand in an extremely picturesque spot, but contributes to characterise even more this stretch of land that goes by the name of Dosso di Lavedo, which has always been a check-point for navigators and one of the favourite subjects of the painters and engravers depicting the lake.
It is from the water, therefore, that one can best contemplate the complex of buildings forming the villa: two square bodies - the one superimposed upon the other - resting on a granite basement and incorporating in the inferior section a small Franciscan cenoby, an elegant two-face loggia built on Cardinal Durini’s express wish - consisting of three arches along which some evergreen Ficus Repens climb in elegant spirals with their tentacular shoots - and, of course, Balbianello’s magnificient garden.
Enclosed by flowery borders of azaleas and rhododendrons, covered in expanses of turf geometrically enclosed by bay-tree and box-wood hedges, the garden is truly unique in that it was devised exclusively in function of the lake and its shores. Nothing is to divert the attention from the sight of the water save a few big trees- olm- oaks, camphor trees, magnolias and cypresses - and the large candlestick-shaped cleverly pruned plane-trees which, alternating with old statues and wisteria, unfold along the route covered by visitors.
Eredità Guido Monzino 1988
Edificata per volontà del cardinale Angelo Maria Durini alla fine del XVIII secolo, la Villa del Balbianello sorge sull'estremità di un promontorio boscoso che si protende nell'acqua distaccandosi dalla sponda occidentale del lago di Como e fronteggiando lo skyline delle montagne dell'alta Lombardia e dell'Engadina. Posizione non soltanto estremamente suggestiva, ma che ha contribuito a caratterizzare ulteriormente questa lingua di terra denominata Dosso di Lavedo, da sempre punto di riferimento per la navigazione, nonché tra i soggetti preferiti da pittori e incisori di vedute lariane.
Dall'acqua, dunque, si osserva al meglio il complesso degli edifici che formano la villa: due corpi quadrati sovrapposti che poggiano su una base di granito, inglobando nella parte inferiore un piccolo cenobio francescano, un'elegante loggia bifronte espressamente voluta dal cardinal Durini - costituita da tre arcate lungo le quali si arrampicano, con eleganti volute, i tralci tentacolari del sempreverde Ficus Repens - e, naturalmente, il bellissimo giardino. Chiuso tra bordure fiorite di azalee e rododendri, rivestito da tappeti erbosi geometricamente delimitati da siepi di lauro e di bosso, il giardino del Balbianello deve la sua unicità al fatto di essere stato pensato in funzione esclusiva del lago e delle sue coste. Nulla deve distogliere dallo spettacolo dell'acqua, fatta eccezione per qualche grande albero - lecci, canfore, magnolie e cipressi - e per i grandi platani sapientemente potati a candelabro che, intervallati da antiche statue e vecchie glicini, scandiscono il percorso dei visitatori.